No alla revisione della legge sulla caccia

La nuova legge sulla caccia è stata bocciata, grazie a tutti!

Insieme ce l'abbiamo fatta: il popolo svizzero ha respinto l’inaccettabile legge sulla caccia. Grazie mille per il vostro sostegno! Il risultato mostra che la volontà della popolazione è rafforzare la tutela delle specie, e non indebolirla.

 

Il NO alla legge sulla caccia rafforza la protezione delle specie e della natura in Svizzera. Così è anche chiaro che il Consiglio federale e il Parlamento non possono annacquare la protezione delle specie, ma devono fare di più per la nostra biodiversità minacciata. Il Comitato per il No e le organizzazioni di protezione della natura vogliono riallacciare il dialogo e, insieme alle associazioni dei cacciatori, lavorare a una migliore revisione della legge sulla caccia e all’urgente rafforzamento della protezione della biodiversità.

Il risultato della votazione popolare sulla revisione della legge sulla caccia mostra che il popolo svizzero vuole una migliore protezione della fauna selvatica in Svizzera, senza competenza cantonale per la regolazione delle specie protette e senza lista di regolazione del Consiglio federale. Il respingimento della proposta di revisione spiana la via per una soluzione migliore.

Già durante la sessione invernale 2020, rappresentanti del Comitato del No intendono inoltrare un’iniziativa parlamentare per una «legge sulla caccia con misura». Ciò in dialogo con le organizzazioni di protezione della natura e possibilmente anche con le associazioni dei cacciatori. Bisogna ristabilire e rafforzare l’equilibrio “protezione – caccia – regolazione”:

Con il suo NO la popolazione ha mostrato che vuole rafforzare la protezione della natura. Le organizzazioni di protezione della natura chiedono che il Consiglio federale e il Parlamento adesso prendano sul serio la protezione della biodiversità. Poiché nessuno degli obiettivi della Strategia Biodiversità Svizzera entro il 2020 è stato raggiunto, ora sono necessarie misure concrete, affinché la Svizzera protegga finalmente efficacemente la propria natura.

 

PERCHÉ VOTARE NO

La proposta di nuova legge sulla caccia è un inganno!

Di Francesco Maggi, Responsabile WWF Svizzera italiana

I fautori vogliono far credere al popolo che solo stambecchi e lupi saranno ‘regolabili’ perché menzionati nella legge. Ma la stessa legge conferisce pieni poteri al Consiglio Federale (art. 7a, cpv 1, lett. c) di aggiungere in qualsiasi momento altre specie abbattibili direttamente nell’ordinanza di applicazione della legge, quindi scavalcando il parlamento, il popolo e senza possibilità di ricorso per le associazioni di protezione della natura. Il Consiglio Federale, nell’ordinanza attualmente in consultazione, ha già aggiunto il cigno reale a questa lista della morte, mentre nel messaggio sulla nuova legge ha già preannunciato l’inserimento di altre specie. Quali? Molto probabilmente lince e castoro, in quanto la camera degli Stati si era già espressa a favore della regolazione nella misura del 61% per la lince e del 64% per il castoro. Anche il Nazionale si era espresso a favore della regolazione del castoro e aveva respinto di misura (97 a 94 voti) l’inserimento dell’airone cenerino e dello smergo maggiore ma solo perché nel frattempo era stato annunciato il referendum. Per lo stesso motivo le camere hanno deciso di ritornare sulla loro decisione e non inserire lince e castoro. Un altro bel esempio di come si vuole ingannare il popolo: far votare una lista quasi vuota e poi tornare a riempirla una volta superato lo scoglio del voto popolare.

Il 27 settembre NO alla nuova legge sulla caccia! Passaparola: ogni cittadino Svizzero deve sapere esattamente cosa andrà a votare! 

Votiamo No il 27 settembre 2020

Di Massimo Mobiglia, Presidente sezione WWF Svizzera Italiana

La campagna per la votazione sulla revisione della “legge sulla caccia e la protezione di mammiferi e uccelli selvatici” del prossimo 27 settembre sta riprendendo vigore: il presidente ATsenzaGP della sezione Ticino ha pubblicato una lettera lo scorso 4 giugno, che terminava con la seguente asserzione: “la situazione è talmente critica che una revisione della Legge, seppur lieve, è più che mai necessaria.” 

Il discorso si articola attorno alla figura del lupo, un animale selvatico che ha una forte mobilità, entra ed esce dal territorio svizzero, attraversa le Alpi e in ogni momento può tornare poiché le regioni vicine sono da lui popolate. Per sua natura il lupo è un predatore e per questo nel 1800 era stato sterminato dal suolo ticinese e svizzero. Ora però ha ripopolato molte regioni europee. È un animale che esiste ed è di conseguenza giustissimo discutere su come proteggere le attività dell’uomo nelle regioni alpine.

Purtroppo il progetto di revisione della legge proposta dal Consiglio Federale, che introduceva una “lieve” modifica, è stato talmente spinto dalle camere che di “lieve” non ha più nulla. Nel baratro sono state buttate altre specie. Che colpa ha la lince? E il cigno? E l’airone? E il castoro? E la lista è ancora lunga e può essere allungata dal Consiglio Federale in qualsiasi momento senza possibilità di contestazione. 

È evidente che la revisione è fomentata da un forte odio verso il mondo degli animali selvatici: questo si è manifestato nella legge con la possibilità di uccisione preventiva di tutte queste specie, in caso di ipotetico pericolo per le attività umane. E cade l’obbligo di intraprendere misure per contenere i danni da parte di animali selvatici. Un airone si avvicina al salmone? Spariamogli! Un castoro si avvicina ad un fiume? Spariamogli! Non è neppure sottaciuto l’intento che mira ad estinguere i grandi predatori come ostentato già dal nome dell’Associazione per un territorio senza Grandi predatori.  

Ricordo che la votazione non è contro la caccia, ma contro l’attenuazione della “protezione di mammiferi e uccelli selvatici”, motivo per cui molte persone vicine alle attività venatorie avevano firmato il referendum. Leggevo di recente interventi di società di cacciatori, che si sono offerti come volontari per sorvegliare e monitorare il territorio. Cacciatori che hanno capito che la soluzione non è usare indistintamente il fucile, ma affrontare congiuntamente le problematiche. 

Per questo ribadiamo un NO chiaro alla revisione della legge sulla caccia così come proposta!  

 

LINKS UTILI

Campagna Legge Caccia No 

Gruppo di lavoro sul Lupo 

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La legge sulla caccia non risolve il "problema lupo"!

Le riflessioni di Sissi Gandolla, biologa e membro di comitato del WWF Svizzera italiana. I limiti della nuova legge sulla caccia e la convivenza con i lupi. 

Sono molte le specie che ne farebbero le spese!

Scopri quali specie soffrirebbero le conseguenze della nuova legge:

Castoro

Cigno Reale

Fagiano di Monte

Lepre Bianca

Lepre Comune

Lince

Lontra

Lupo 

Orso Bruno

Pernice Bianca

 

Documentazione:

Legge sulla caccia

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