Siamo soddisfatti per il ridimensionamento del ‘piano discariche’.

01. luglio 2014

Alla fine un po’ di sano realismo ha prevalso.

Il Dipartimento del Territorio ha ridotto il fabbisogno di discariche per i prossimi venti anni da 14 milioni di metri cubi a 9.5 milioni. Un passo significativo nella direzione chiesta dal WWF, che nell’estate 2013 aveva aspramente criticato i contenuti delle schede V6 e V7 poste in consultazione. Molte delle critiche e dei suggerimenti formulati dal WWF sono stati presi seriamente in considerazione, a partire dalla volontà di rendere più incisiva la politica del riciclaggio e dell’esportazione di materiale pulito verso l’Italia. Tra le numerose modifiche alle schede salutiamo con particolare soddisfazione la rinuncia ad alcune proposte di discariche particolarmente problematiche, dalla Prella (Mendrisio) al Zandone (Losone) e dalla tappa 4 del Petasio (Monteceneri) alle discariche di Nivo, Iragna e Chiggiogna. Tutto questo sarà possibile grazie al prospettato aumento del tasso di riciclaggio dall’attuale 50 al 70%. Il WWF è soddisfatto anche per i progressi nella pianificazione dei centri cantonali di stoccaggio e riciclaggio di Castione, Cadenazzo e Sigirino e sostiene con convinzione l’idea di creare un centro di competenze per la consulenza e la formazione nell’ambito dell’utilizzo dei materiali secondari (riciclati) presso la SSIC o la SUPSI. Altro motivo di soddisfazione la decisione di accelerare la politica di riciclaggio piuttosto che quella di estrazione di inerti dal lago Verbano, attività che comporta non pochi impatti negativi per l’ambiente, il paesaggio e il turismo.

Secondo Francesco Maggi, responsabile del WWF Svizzera italiana, «la via scelta dal Cantone è l’unica possibile e realizzabile. Tuttavia oltre alla volontà politica occorre anche una presa di coscienza del settore delle costruzioni. Senza il loro convinto sostegno sarà difficile raggiungere gli obiettivi». Infatti per ammissione dello stesso Dipartimento del Territorio, il riciclaggio è penalizzato dal relativo basso costo delle discariche e dal molto basso costo degli inerti primari provenienti dal Nord Italia. Il Dipartimento ritiene però possibile solo una moderato aumento dei costi di deposito in discarica e si oppone a una tassa sugli inerti primari. Pertanto il WWF manterrà alta la vigilanza sul tema e una giusta pressione sulle nuove discariche, che purtroppo resteranno un male indispensabile. Il WWF propone di valutare l’obbligo per chi importa inerti dall’Italia di esportare un volume di materiale pulito pari ad almeno il 30% dell’importato. In questo modo, seppur indirettamente, anche i  gestori di cave di inerti avranno tutto l’interesse a riprendersi una parte di materiali per il ripristino paesaggistico delle cave se vorranno continuare ad esportare.

Non da ultimo il WWF continuerà a battersi contro ubicazioni di discariche problematiche, come Crevogno (Ponte Capriasca), Monte Ceneri e Quartino 2 (nuova proposta). Inoltre sarà urgente creare in tempi brevi un centro di stoccaggio e riciclaggio nel Mendrisiotto.

 

Per domande o interviste:

Francesco Maggi, responsabile WWF Svizzera italiana, cellualre: 078 791 68 56

Andreas Barella, presidente WWF Svizzera italiana, cellulare: 076 463 07 09 

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