Parco del Piano di Magadino: condizionarlo al collegamento A2-A13 sarebbe un autogol

16. dicembre 2014

Il Parco del Piano di Magadino non ha alcuna relazione diretta col progetto stradale A2-A13. Non v’è dunque ragione di condizionarlo al futuro collegamento stradale per il Locarnese, come vogliono fare alcuni deputati del Gran consiglio.

L’operazione rischia anzi di essere un fallimento completo: le associazioni ambientaliste non si sentirebbero più vincolate dall’accordo raggiunto, dopo lunghi e difficili negoziati, sui possibili tracciati della strada. Né la Confederazione sarebbe più propensa a realizzare il  collegamento, se questo risulta nuovamente controverso. È quanto scrivono ATA, WWF, APM, Pro Natura e Agrifutura in un comunicato diramato lunedì in vista dell’imminente dibattito sul Parco del Piano.

Per le associazioni il parco fa parte di un riassetto del Piano di Magadino che riveste una grande importanza per l’agricoltura, per la salvaguardia degli ultimi spazi verdi rimasti in pianura, per il paesaggio, le zone protette e lo svago della popolazione, senza dimenticarne la rilevanza turistica per l’intera regione. Bloccarlo ora, vincolandolo alla realizzazione d’una nuova strada verso Locarno, significa solo rinunciare a questi vantaggi, senza una contropartita certa.

Infatti, il collegamento A2-A13 è attualmente fermo semplicemente per motivi finanziari. L’Ufficio federale delle strade vuole imporre i tratti in galleria a due canne, facendo così lievitare sensibilmente i costi. I tracciati concordati a livello cantonale dopo lunghe trattative sono, da questo profilo, assai meno problematici. Ma non è certo vincolando il parco alla strada che si uscirà da questa situazione di stallo. Anzi, se cade l’accordo sul Parco del Piano di Magadino le associazioni non si sentiranno più vincolate neppure dal compromesso trovato per la strada. In questo scenario il Locarnese rischia di rinviare ancora una volta il progetto stradale alle calende greche, senza ottenere neppure il parco del Piano, con tutti i vantaggi legati a questo importante progetto territoriale.

Le associazioni invitano quindi i deputati in Gran consiglio a vagliare attentamente la questione e ad approvare il progetto del Parco del Piano di Magadino. Il progetto stradale A2-A13 va promosso facendo leva sulle soluzioni individuate negli scorsi anni, facendo valere la concordanza che attualmente esiste sui tracciati. Le gallerie a due canne soddisfano unicamente una direttiva europea non vincolante per la Svizzera. Né la Mappo-Morettina né il più recente tunnel Vedeggio-Cassarate sono a due canne e, fra non molti anni, i dispositivi di assistenza alla guida impediranno comunque scontri frontali nelle gallerie. È con considerazioni come queste che si può premere su Berna. Col rinvio del parco, condizionato alla realizzazione della strada, si dà solo il segnale che in Ticino non si riesce a realizzare nulla, nemmeno un parco sulla cui utilità tutti concordano.

Non c'è alcuna ragione di attendere cosa decida "Berna". Le associazioni si aspettano dal Gran Consiglio che esso decida lui stesso sul destino del nostro territorio, laddove può farlo, come nel caso presente, ragionevolmente e in tutta autonomia.

ATA Associazione traffico e ambiente, Sezione della Svizzera italiana
WWF Sezione della Svizzera italiana
Pro Natura, Sezione Ticino
APM – Associazione per un Piano di Magadino a misura d’uomo
Agrifutura

Per ulteriori informazioni:

Francesco Maggi, coordinatore WWF della Svizzera italiana, tel. 078 791 68 56
Werner Herger, segretario ATA per la Svizzera italiana, tel. 079 463 73 99 

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