UCA, febbraio 2009
Oikos2000, aprile 2009
Piano degli interventi riale Rubiana
Oikos2000
Oikos2000, novembre 2016
Oikos2000, novembre 2016
Oikos2000, novembre 2016

Contesto territoriale

Il laghetto di Muzzano costituisce una riserva naturale tutelata a livello cantonale.

Studi condotti durante i primi anni 2000 hanno appurato che il suo valore naturalistico è in crisi rispetto alla situazione rilevata alla fine del secolo scorso. Le ragioni di tale declino sono molteplici, ma sono principalmente da ricondurre alla cattiva qualità delle acque, alla riduzione dei processi naturali di rinnovamento degli ambienti e all’isolamento cui è sottoposta la riserva.

Nel 2005 viene allestito su mandato del Dipartimento del territorio il primo strumento di gestione e valorizzazione delle componenti naturali, con lo scopo di contenere la tendenza all’interramento degli ambienti umidi - caratterizzati da contenuti ecologici di particolare rilevanza - e di favorire l’espansione delle superfici di canneto, delle quali era stato rilevato un sensibile regresso.

Parallelamente vengono potenziate le misure volte ad evitare l’adduzione di carichi inquinanti attraverso le acque reflue, già iniziate durante gli anni ’90. In particolare i Comuni del bacino imbrifero implementano un sistema separato di smaltimento, che permette l’apporto di acque chiare in tempo secco e impedisce alle acque scure di tracimare nel laghetto durante eventi piovosi particolarmente intensi.

Il settore agricolo adegua le modalità di concimazione, attraverso l’estensificazione delle superfici a ridosso dello specchio d’acqua.

Le misure adottate iniziano a dare i primi risultati e un programma di monitoraggio messo in atto dal 2014 registra una leggera tendenza positiva su alcuni indicatori biologici.

Isolamento pregiudizievole

Quanto realizzato non è tuttavia sufficiente ad arrestare in modo sostanziale la perdita di biodiversità. Il laghetto di Muzzano costituisce oggigiorno un ecosistema isolato, accerchiato dalle attività umane, da insediamenti e vie di comunicazione, che impediscono i collegamenti ecologici con gli ambienti limitrofi. Ciò si traduce in una deriva genetica delle popolazioni animali e vegetali confinate entro stretti confini: un lento ma inesorabile declino per quelle specie dotate di una mobilità limitata.

Urgono quindi significativi interventi che permettano la messa in rete della riserva.

Rivitalizzare significa ricollegare

Nel periodo immediatamente successivo alla modifica della Legge sulla protezione delle acque, che prevede di destinare importanti mezzi agli interventi di rivitalizzazione, il WWF della Svizzera Italiana e Pro Natura, proprietaria del laghetto, hanno promosso un intervento di valorizzazione ecologica del riale Restabbio (Figg. 2-3).

Si tratta di un corso d’acqua che scende dalla Collina d’Oro e che, originariamente intubato nella sua tratta terminale, costituiva un potenziale asse di collegamento ecologico con i boschi di versante e il lago Ceresio (Fig. 1). 

Grazie alla lungimiranza del Consorzio di manutenzione delle opere di arginatura del Pian Scairolo e Collina (CMAPS), che si è profilato come ente esecutore, nel 2009 il Restabbio è stato riportato a cielo aperto (Fig.3), mentre la tratta che attraversa la strada cantonale e la ferrovia è stata resa permeabile alla piccola a media fauna attraverso una serie di accorgimenti tecnici volti ad eliminare le barriere fisiche presenti e i dislivelli puntuali insormontabili.

L’intervento - sostenuto finanziariamente anche dal Dipartimento del territorio, dal Comune di Collina d’Oro, da WWF Svizzera Italiana e Pro Natura - ha permesso, per la prima volta in un secolo, di rompere l’isolamento in cui era confinata la riserva. Il nuovo corridoio è stato apprezzato dalla fauna anfibia e da mammiferi come la volpe, il tasso e la faina, per i quali è stato documentato il transito.

Il reale potenziale d’interconnessione restava tuttavia in parte ancora inespresso, e un nuovo intervento sul riale Rubiana, che scorre parallelo al Restabbio (Fig. 4), avrebbe permesso di potenziare ancor più tale funzione, risolvendo nel contempo saltuari problemi di allagamento che interessavano alcuni fondi edificati situati lungo il laghetto. .

Il passaggio sotto la strada cantonale è stato migliorato grazie alla creazione di una banchina laterale per la fauna anfibia e all’allargamento dello scatolare idraulico. I requisiti secondo la norma VSS 2011 per la fauna sono ora rispettati (Fig. 5).


Testo pubblicato su "La Pesca" n.1 febbraio 2017 - Anno CXII.
Testo di Laura Bernasconi (Ufficio dei corsi d'acqua) e Massimiliano Foglia (Ufficio natura e paesaggio).

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