Lupo in Leventina: l’abbattimento non è una soluzione

22. marzo 2017

Oggi il Consiglio di Stato – in contemporanea con i loro colleghi del Canton Grigione - ha deciso di abbattere un lupo nella valle Leventina. Il WWF critica duramente questa decisione, anche perché non è chiaro se le 14 pecore attaccate dal lupo a febbraio (su suolo ticinese) fossero protette in modo efficace. I problemi non verranno risolti con un colpo di fucile, ma unicamente procrastinati. Il prossimo lupo non tarderà ad arrivare.

Foto: WWF

La situazione problematica in Leventina si trascina da tempo. Sono passati dieci anni dal ritorno del lupo e ancora non si è fatto abbastanza per quanto riguarda la protezione delle greggi. “Se la Sezione agricola avesse investito da subito nella protezione delle greggi invece di polemizzare continuamente, senza mai affrontare il problema, le greggi sarebbero protette meglio e il lupo non rischierebbe di venire abbattuto”, critica Joanna Schoenenberger, esperta di grandi predatori del WWF Svizzera. Non solo: il WWF aveva avvisato nel lontano 1991 che il lupo stava tornando in Svizzera e il primo corso “Recinti di protezione” verrà organizzato dalla Consulenza agricola solo quest’anno.
 
Esistono raccomandazioni su come gestire i perimetri verdi (aree con una presenza costante di un lupo, in cui per legge il gregge va protetto), che non sono state prese in considerazione. Per questa ragione il WWF critica la decisione odierna, anche perché non è questa la via da intraprendere se si vuole risolvere il problema.
 
Ricordiamo che il WWF ha presentato oltre un mese fa un’interrogazione, per poter visionare la documentazione raccolta dall’Ufficio caccia e pesca per capire se le pecore attaccate erano correttamente protette. Ad oggi non è arrivata alcun tipo di risposta ufficiale e il dossier non è ancora stato consegnato. C’è da sottolineare che se il Ticino non avesse sommato al Canton Grigione il numero di pecore sbranate non potrebbe scattare il permesso all’abbattimento (14 in Ticino, 18 nei Grigioni).
 
Come se non bastasse, resta discutibile il fatto, che i guardiacaccia avranno il diritto di sparare al primo lupo che si troverà nel perimetro stabilito, senza avere la certezza che si tratti del lupo, autore degli attacchi elencati dal Consiglio di Stato. Il perimetro va dalla Leventina fino alla Surselva. In parole povere: un’area troppo vasta, dove è stata confermata la presenza di altri lupi e dove dall’8 febbraio non sono più stati segnalati attacchi. Siamo sicuri che il lupo M75 (quello, che secondo il Consiglio di stato sarebbe l’autore di tutti gli attacchi) si sia già allontanato dal Ticino. “Invece di motivare gli allevatori a introdurre misure di protezione, il Cantone preme il dito sul grilletto. È un vero peccato”, conclude Schoenenberger. Appena il dossier dell’Ufficio caccia e pesca sarà in nostro possesso, il WWF lo esaminerà per decidere se inoltrare ricorso.
 
Contatto:
 
Joanna Schoenenberger, Esperta di grandi predatori del WWF Svizzera, telefono: 079 377 49 76, e-mail: joanna.schoenenbergernoSpam@wwf.noSpamch
 
Susanna Petrone, Responsabile della comunicazione del WWF Svizzera, telefono: 076 552 18 70, e-mail: susanna.petronenoSpam@wwf.noSpamch

 Partecipate anche voi al sondaggio pubblicato sul sito del Corriere del Ticino in cui si chiede alla popolazione se è d'accordo con la legge che prevede l'abbattimento di M75!

.hausformat | Webdesign, TYPO3, 3D Animation, Video, Game, Print