Locarnese: Aree protette, progetti per quattro anni

25. luglio 2020

Bolle di Magadino e foce della Maggia, valorizzazione e salvaguardia ambientale con il credito quadro 2020-2023.

TiPress

Di Serse Forni, LaRegione

Salvaguardia e valorizzazione ambientale garantite per i prossimi quattro anni per due importanti aree naturali protette del Locarnese: le Bolle di Magadino e la foce della Maggia. Il programma di lavoro per il periodo 2020-2023 si struttura in vari campi d'intervento: dalla gestione ambientale al ripristino di diverse zone, passando per studi e ricerche scientifiche, attività didattiche, informazione e sorveglianza.
Un ampio ventaglio per una spesa complessiva di oltre 3 milioni di franchi. I costi saranno coperti in massima parte dalla Confederazione, nell'ambito dell’attuazione del piano d’azione della Strategia biodiversità Svizzera. Un contributo importante, che è legato a misure per garantire e migliorare a lungo termine la conservazione delle specie e dei biotopi. Per il quadriennio, sono quindi previsti progetti urgenti straordinari, che vanno oltre all’attività ordinaria. La quota parte a carico del Cantone ammonta invece a 584mila franchi; una somma che il Consiglio di Stato si appresta a richiedere al parlamento. Un'altra fetta arriverà dal Fondo Lotteria.
Le Bolle di Magadino e la Foce della Maggia sono tra le più importanti aree protette del Ticino: sono considerate un serbatoio di biodiversità eccezionale, luoghi di sosta d'importanza internazionale per gli uccelli migratori lungo la rotta tra l’Africa e il Nord Europa - in entrambe le direzioni - con abbondanti risorse alimentari, nonché un paesaggio qualificante di grande bellezza (ultime porzioni di rive allo stato naturale in prossimità dei delta fluviali).
Zone tanto meravigliose, quanto delicate. Necessitano quindi di costante cura da parte del personale della Fondazione Bolle di Magadino, chiamato a gestire i due comprensori e al tempo stesso a svolgere l'importante ruolo di polo scientifico nel contesto delle relazioni internazionali, nazionali e regionali. Quindi, tra gli obiettivi non c'è unicamente la preservazione di un paesaggio naturale di alta qualità, ma anche la diversificazione delle misure d'intervento nelle paludi. Senza dimenticare la promozione dell'immagine delle Bolle come elemento di qualità territoriale e di attrattiva turistica. 

Studi e ricerche scientifiche

Diversi gli ambiti della ricerca all'interno della riserva. Oltre al controllo delle zanzare, alle verifiche degli effetti dei mutamenti dei livelli medi del lago e al monitoraggio sugli interventi eseguiti – tanto per citare alcuni esempi –, è prevista la divulgazione e la pubblicazione su riviste scientifiche dei risultati dei lavori svolti anche da ricercatori che operano a livello internazionale.
Per quanto riguarda la gestione ambientale, due cifre spiccano: ogni anno viene scongiurato l'interramento di circa 30 ettari di paludi e di una decina di stagni. Gli addetti, inoltre, lottano costantemente contro le specie vegetali invasive e mantengono in ordine i 12 chilometri di sentieri nella riserva.
Tra gli interventi di ripristino e valorizzazione, in parte realizzati dal personale della Fondazione e in parte da ditte esterne (quando occorrono grossi macchinari), per il prossimo quadriennio sarà recuperata una superficie paludosa di circa tre ettari. Va detto che questo tipo di operazioni beneficiano anche di sponsorizzazioni.

Un ruolo di primo piano nel Parco sul Piano

“L'attività della Fondazione Bolle di Magadino è indispensabile per garantire e coordinare la protezione, la gestione e la promozione di due comparti territoriali fondamentali non solo dal profilo ecologico, ma anche da quello didattico e turistico, con interessanti ricadute anche per l’economia – indica il Consiglio di Stato nel messaggio con la richiesta di credito –. Le linee direttive degli statuti della Fondazione sono confermate anche dai recenti indirizzi nell'ambito della politica di conservazione e gestione ambientale della Confederazione. La Fondazione ha rafforzato il proprio ruolo come ente operativo nella cura e nella gestione delle Bolle di Magadino e della foce della Maggia. Assume un ruolo di mediatore tra territorio, proprietari, autorità comunali, cantonali e federali permettendo di creare un buon rapporto tra la riserva e la popolazione. Il moltiplicarsi delle attività in cui la Fondazione è coinvolta, sia come diretta responsabile sia come partner di discussione e operativo, testimonia della qualità e della serietà del lavoro svolto. Giova inoltre ricordare che, nell'ambito del Parco del Piano di Magadino, le Bolle di Magadino rivestono un ruolo essenziale per la promozione degli aspetti naturalistici, paesaggistici e di educazione ambientale. Tale ruolo diverrà ancor più importante per l'attrattiva del Piano grazie al progetto di Centro di accoglienza a Magadino, in fase di studio”.