NON sprechiamo altri milioni nell’Aeroporto di Lugano!

Si vuole investire in un mercato, quello dell’aviazione di linea, che in Ticino non ha più futuro.

Il Governo, seguito dalla maggioranza del Gran Consiglio, vuole investire altro denaro pubblico stanziando un credito di 4.88 milioni Fr. che si aggiunge ai 40 milioni di denaro pubblico già stanziati dal 2006 al 2018, per una struttura che accumula solo debiti. La concorrenza di ferrovia e dei vicini terminal internazionali ha reso obsoleto l’aeroporto di Lugano-Agno. Lo dimostrano i fatti: la moria dei voli di linea è impietosa, da Agno non si vola più!

Si procrastina la transizione verso la sostenibilità non solo finanziaria, ma anche ambientale e sociale. Attendere ci costerà di più.

Invece di investire i soldi pubblici nella mobilità sostenibile, trasferendo i posti di lavoro in quel settore, Governo e maggioranza parlamentare si incaponiscono a tenere artificialmente in vita un’attività deleteria per l’ambiente, generando un pozzo senza fondo. L’aeroporto serve ormai solo gli interessi di pochi, per la grande maggioranza della popolazione non risponde più a un bisogno.

Con un progetto senza futuro si illudono i lavoratori invece di offrire loro opportunità di ricollocamento concrete.

La politica ticinese, acciecata dai propri sogni di grandezza, ha ignorato segnali presenti da tempo. Quante sono le compagnie aeree fallite? Quanti i soldi pubblici già iniettati in perdita? Sarebbe meglio avviare un piano sociale di ricollocamento per il personale (che comunque rimane senza lavoro in assenza di voli di linea) utilizzando, in mancanza di alternativa, le capacità delle amministrazioni di Città, Cantone, aziende pubbliche e aziende da essi sussidiate.

Si vuole investire in un mercato, quello dell’aviazione di linea, che in Ticino non ha più futuro.

Il Governo, seguito dalla maggioranza del Gran Consiglio, vuole investire altro denaro pubblico stanziando un credito di 4.88 milioni Fr. che si aggiunge ai 40 milioni di denaro pubblico già stanziati dal 2006 al 2018, per una struttura che accumula solo debiti. La concorrenza di ferrovia e dei vicini terminal internazionali ha reso obsoleto l’aeroporto di Lugano-Agno. Lo dimostrano i fatti: la moria dei voli di linea è impietosa, da Agno non si vola più!

Si procrastina la transizione verso la sostenibilità non solo finanziaria, ma anche ambientale e sociale. Attendere ci costerà di più.

Invece di investire i soldi pubblici nella mobilità sostenibile, trasferendo i posti di lavoro in quel settore, Governo e maggioranza parlamentare si incaponiscono a tenere artificialmente in vita un’attività deleteria per l’ambiente, generando un pozzo senza fondo. L’aeroporto serve ormai solo gli interessi di pochi, per la grande maggioranza della popolazione non risponde più a un bisogno.

Con un progetto senza futuro si illudono i lavoratori invece di offrire loro opportunità di ricollocamento concrete.

La politica ticinese, acciecata dai propri sogni di grandezza, ha ignorato segnali presenti da tempo. Quante sono le compagnie aeree fallite? Quanti i soldi pubblici già iniettati in perdita? Sarebbe meglio avviare un piano sociale di ricollocamento per il personale (che comunque rimane senza lavoro in assenza di voli di linea) utilizzando, in mancanza di alternativa, le capacità delle amministrazioni di Città, Cantone, aziende pubbliche e aziende da essi sussidiate.  

Qui potete scaricare il formulario!

Ricordatevi di indicare sempre il nome del comune politico nel formulario e di raccogliere le firme dei cittadini di diversi comuni su formulari separati. 

Referendum inevitabile! La nuova legge sulla caccia è inaccettabile - Raccolta firme riuscita!!

Mentre il mondo sta affrontando la crisi climatica e la diminuzione della biodiversità, il Parlamento svizzero abbandona la protezione delle specie. La discussione iniziata per facilitare la regolazione del lupo si è ora spinta ben oltre, minando le fondamenta della protezione delle specie. Per questo Pro Natura, WWF Svizzera, BirdLife Svizzera, Gruppo Lupo Svizzera e zooschweiz hanno lanciato il Referendum contro questa legge inaccettabile.

Con largo anticipo la raccolta firme per le specie protette ha raggiunto il suo obiettivo!

Una delle ultime decisioni prese durante questa legislatura è la revisione della "Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici" (LCP). Urs Leugger-Eggimann, segretario centrale di Pro Natura e presidente dell'associazione promotrice del referendum, afferma: "Questa legge inaccettabile minaccia gravemente la protezione delle specie tramite il trasferimento di competenze dalla Confederazione ai Cantoni (secondo noi chiaramente contrario alla Costituzione). Inoltre, l'abbattimento preventivo e una lista di specie regolabili che il Consiglio federale potrà cambiare a piacimento senza consultare il Parlamento".

La Svizzera è al primo posto in quanto a specie minacciate

Una grande diversità di specie rende gli ecosistemi stabili. In futuro questa stabilità sarà sempre più in pericolo a causa dei cambiamenti climatici. La nuova legge sulla caccia sarebbe stata una buona occasione per aiutare la biodiversità. Ora però, invece di proteggere meglio le specie, sarà possibile abbattere gli animali protetti addirittura preventivamente - semplicemente perché esistono.
«In Svizzera un terzo delle specie è minacciato», spiega Océane Dayer, responsabile politica presso WWF Svizzera. «Con queste cifre siamo al deprecabile primo posto tra i 36 paesi membri OCSE». Anna Baumann, direttrice del Parco faunistico Goldau e presidente di zooschweiz, sottolinea l'importanza che riveste la protezione delle specie anche nel contesto internazionale. La protezione delle specie è effettiva solo se oltrepassa i confini. Anche per questo Baumann afferma che: «Come associazione mantello degli zoo svizzeri gestiti in modo scientifico siamo convinti che per la maggior parte dei visitatori dei nostri parchi zoologici questa legge scellerata sia inaccettabile».

Legalmente discutibile, una lotta in Parlamento
Riguardo alla protezione delle specie, la Costituzione federale conferisce alla Confederazione non solo il potere legislativo, ma anche la responsabilità. Per David Gerke, presidente di Gruppo Lupo Svizzera, questa è una grave mancanza della revisione: «La responsabilità della Confederazione viene affidata ai Cantoni. A causa delle differenti opinioni riguardo alla protezione delle specie, si rischia che l’applicazione di questo principio risulti molto diversa tra un cantone e l’altro". Werner Müller, direttore di BirdLife Svizzera, ricorda che l'attuale LCP fu accettata nel 1986 all'unanimità dal Consiglio nazionale e con solo due contrari dal Consiglio degli Stati. «L'attuale LCP è un buon compromesso tra caccia e protezione. La nuova, inaccettabile legge è invece il contrario. La revisione è stata un tira e molla, una lotta che ha allontanato la LCP dagli obiettivi legati alla protezione». Il Consiglio federale ha sottoposto alla procedura di consultazione quanto avviato con la mozione Engler per la regolazione facilitata del lupo proponendo ben 23 modifiche. Non è chiaro chi trarrà vantaggio dalla nuova LCP. Secondo Müller «Sicuramente non la caccia, che dalla revisione non ottiene praticamente niente. E di sicuro neanche la natura».

Rispedita al mittente
La revisione distrugge completamente la linea chiara e i compromessi intelligenti che hanno permesso alla LCP originaria di ottenere un ampio consenso tra cacciatori, agricoltori, amministrazioni della caccia, ambientalisti e popolazione. Se il progetto verrà respinto in una votazione popolare, le disposizioni della mozione Engler potrebbero venire inserite velocemente con una piccola revisione. «Il Consiglio federale potrà poi chiarire accuratamente la necessità d'intervento in tutti i punti e anche approfittare di questa possibilità per favorire la biodiversità», afferma Leugger-Eggimann, riassumendo la necessità evidente di lanciare il referendum. «L'inaccettabile LCP indebolisce la protezione delle specie, invece di rafforzarla - per questo la rispediamo al mittente».

Contatti:
Pro Natura TI, Christian Bernasconi, 079 262 16 51, christian.bernasconi@pronatura.ch
WWF Svizzera, Susanna Petrone, 076 552 18 70, susanna.petrone@wwf.ch 

In Ticino, per ulteriori informazioni scrivete alla seguente email: joanna.schoenenberger@wwf.ch

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Castoro, foto:
©Gary Graham
Cigno reale
Airone cenerino
Lince
Lupo

 

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